
Un interno fluido dove spazio e colore definiscono l’abitare
In questo intervento, lo spazio domestico è concepito come un ambiente unitario e permeabile, in cui le funzioni dialogano tra loro senza gerarchie rigide. La casa si definisce attraverso un equilibrio calibrato tra pieni e vuoti, tra superfici opache e trasparenti, tra rigore compositivo e accoglienza quotidiana. Un progetto che privilegia la continuità percettiva e suggerisce i percorsi attraverso proporzioni, materiali e luce naturale.
interior
Casa Città Giardino
Cliente
Privato
Luogo
Roma
Anno
2022
Tipologia
Interior Private
Categoria
Interior
Stato
Completato
Progetto
Diele Kerciku Architetture
Team
Vincenzo Diele, Eljor Kerciku, Elisabetta Liuzzi
Superficie
120 mq
Foto
Francesco Marano per Serena Eller Vainicher

Il progetto
Il progetto interessa un appartamento, situato nel quartiere Città Giardino a Roma, e nasce dalla volontà di costruire uno spazio unitario e coerente, capace di superare la tradizionale distinzione tra zona giorno e zona notte. L’impianto distributivo si fonda sull’introduzione di un unico grande volume architettonico, definito attraverso una boiserie color rosso mattone, che organizza e struttura l’intero spazio domestico.
Questo volume continuo non è concepito come semplice elemento di rivestimento, ma come un dispositivo spaziale attivo: al suo interno sono integrate e nascoste le funzioni più private dell’abitazione, come la zona notte e i bagni, garantendo separazione, privacy e controllo percettivo. All’esterno, invece, il volume costruisce il perimetro fluido della zona giorno, che si sviluppa come un ambiente aperto e luminoso, privo di compartimentazioni rigide.
La boiserie colorata avvolge lo spazio con continuità, definendo un corpo unico e riconoscibile in cui il colore assume un ruolo identitario e ordinatore. Gli accessi alle aree più intime non sono mai dichiarati in modo esplicito, ma avvengono attraverso passaggi integrati e discreti, che mantengono una lettura unitaria dello spazio e rafforzano la percezione di un ambiente continuo.
In questo sistema, la zona pranzo si colloca come fulcro centrale e conviviale, attorno al quale si organizzano le diverse funzioni della vita quotidiana. Le superfici vetrate a tutta altezza, con profili scuri, dialogano con il volume colorato senza interromperne la continuità, favorendo la diffusione della luce naturale e amplificando la profondità visiva.
Il progetto interpreta la casa come un organismo compatto e leggibile, in cui le funzioni private e pubbliche convivono all’interno di un unico gesto architettonico. Un intervento che lavora sulla chiarezza compositiva, sulla continuità spaziale e sull’equilibrio tra apertura e protezione.




Materiali, luce, geometria
Il pavimento in parquet di rovere posato a spina italiana introduce un ritmo geometrico che accompagna lo sviluppo longitudinale dello spazio e dialoga con la linearità degli arredi. Le superfici sono trattate con una palette cromatica equilibrata: toni neutri e chiari si alternano al colore deciso delle armadiature, creando un contrasto misurato ma espressivo.
La luce naturale, filtrata da tende leggere, è protagonista silenziosa del progetto, mentre l’illuminazione artificiale, puntuale e integrata, sottolinea i volumi senza invaderli. I corpi illuminanti sospesi sopra la zona pranzo assumono un ruolo iconico, segnando il centro dello spazio con un gesto leggero e scultoreo.







Il progetto interpreta l’abitare contemporaneo come una sintesi tra funzionalità, comfort e qualità spaziale. Un intervento che lavora sulla continuità visiva e sull’equilibrio tra materia e luce, restituendo un ambiente raffinato, accogliente e coerente. Un interno pensato per durare nel tempo, capace di adattarsi ai gesti quotidiani senza rinunciare a una forte identità architettonica.