Reserva Restaurante

Un’oasi sofisticata di suggestioni sudamericane nel cuore di Roma

Reserva Restaurante nasce dall’incontro tra visioni apparentemente opposte: vivacità e riservatezza, informalità e rigore, suggestioni lontane e memoria del luogo. Il progetto prende forma da una richiesta precisa: trasformare uno spazio storico della ristorazione romana in un locale capace di raccontare un’esperienza nuova, internazionale, senza perdere il legame con la tradizione. Un intervento che lavora per sottrazione e per equilibrio, costruendo un ambiente in cui atmosfera, materia e funzione dialogano in modo continuo e misurato.

interior

Reserva Restaurante

Cliente

Privato

Luogo

Roma, Campo de’ Fiori

Anno

2019

Tipologia

Interior Retail

Categoria

Interior

Stato

Completato

Progetto

Diele Kerciku Architetture

Team

Vincenzo Diele, Eljor Kerciku, Raimondo Jereb, Alba Kerciku

Superficie

400 mq

Foto

Alessandro Vitali

Il progetto

L’intervento riguarda la riqualificazione di un ristorante e cocktail bar nel centro di Roma, promosso da una famiglia di storici ristoratori, già proprietari del ristorante Pierluigi a Campo de’ Fiori. Lo spazio, prima di diventare Reserva, aveva ospitato una trattoria tradizionale e, ancora prima, un insieme di botteghe rionali. Il progetto si confronta quindi con una stratificazione complessa, trasformandola in opportunità narrativa.

L’idea alla base del concept è quella di creare un luogo unico nel panorama della ristorazione romana, capace di evocare atmosfere e sapori del Sud america attraverso un linguaggio elegante, contemporaneo e profondamente urbano. Il risultato è uno spazio costruito per contrasti controllati, dove ogni ambiente è pensato come parte di un racconto unitario.

Il cocktail bar, collocato all’ingresso, rappresenta il cuore del progetto. È qui che il visitatore viene accolto e introdotto all’esperienza. Dal soffitto emerge un fitto manto di vegetazione tropicale, che incornicia il bancone centrale rivestito con un top in labradorite e piume in ceramica lavorata a mano. Natura e artigianato si incontrano, fondendo l’immaginario delle foreste sudamericane con quello, più misurato e senza tempo, della tradizione manifatturiera italiana.



Ai lati del bar si sviluppano le due sale ristorante, pensate come ambienti raccolti ma dinamici. Fondali di piante tropicali, divani e sedute in velluto, tavoli in fenix nero e noce nazionale e paralumi disegnati su misura costruiscono spazi intimi, protetti, mai rigidi. Le luci calde, le pareti rifinite in calce cruda e il parquet in legno jatoba contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, capace di trasportare il cliente in un altrove inaspettato, pur rimanendo nel cuore della città.

Il progetto lavora costantemente su l’equilibrio tra eleganza e informalità. Ogni elemento di arredo e illuminazione è disegnato su misura; l’illuminazione artificiale è calibrata per accompagnare i diversi momenti della giornata e dell’esperienza gastronomica.

Grande attenzione è stata dedicata alla qualità dell’esperienza del cliente. La cucina è stata spostata nella parte retrostante del locale, rinunciando a qualche posto a sedere per restituire ai clienti le tre viste su strada, mentre la cantina dei vini trova spazio nel piano interrato, insieme ai locali tecnici.

Materiali, atmosfera, sostenibilità

Il progetto combina materiali essenziali e lavorazioni artigianali: velluti, legni naturali, superfici minerali e ceramiche fatte a mano costruiscono un linguaggio caldo e controllato. L’illuminazione artificiale è pensata come elemento progettuale centrale.

Sul fronte impiantistico, il locale adotta strategie orientate alla sostenibilità: un sistema di economizzazione recupera l’acqua proveniente da cucina e refrigeratori, reintegrandola nei circuiti di climatizzazione secondo le stagioni.



Reserva Restaurante è uno spazio che lavora per stratificazioni, non per effetti. Un progetto che trasforma la memoria del luogo in esperienza contemporanea, costruendo un ambiente in cui natura, artigianalità e tecnologia convivono con misura. Un ristorante che non cerca l’esotismo, ma lo traduce in linguaggio urbano, preciso, duraturo.