
Abitare sostenibile come infrastruttura sociale del quartiere
Progettare un edificio residenziale oggi significa confrontarsi con una scala più ampia dell’abitare: non solo lo spazio domestico, ma il suo ruolo nella costruzione della città e delle relazioni sociali. Il progetto per il Residenziale Prati di Gries, sviluppato in occasione di un concorso, nasce da questa consapevolezza. Un’architettura pensata come fulcro urbano, capace di attivare spazi pubblici, generare interazione e costruire un nuovo centro di vita per il quartiere.
architetture
Residenziale Prati di Gries
Cliente
Ipes – Istituto per l’Edilizia Sociale dell’Alto Adige
Luogo
Bolzano, Prati di Gries
Anno
2020
Tipologia
Residenziale
Categoria
Architetture
Stato
Concept
Progetto
Diele Kerciku Architetture
Team
Vincenzo Diele, Eljor Kerciku, Donato Labella, Raimondo Jereb, Sonia Crisarà
Superficie
5000 mq
Render
Diele Kerciku Architetture

Il progetto
Il concorso prevedeva la progettazione di un edificio residenziale sostenibile e flessibile che, insieme alla piazza e al parco annessi, fosse in grado di funzionare come catalizzatore di interazione, condivisione e animazione sociale, diventando il fulcro urbano del nuovo quartiere Prati di Gries, a Bolzano.
L’edificio si sviluppa su dieci piani fuori terra e un piano interrato, con una chiara articolazione funzionale e strutturale. Il progetto lavora per stratificazione, distinguendo una base solida e urbana da una parte superiore più leggera e residenziale. Il piano interrato e i primi due livelli fuori terra sono realizzati in calcestruzzo armato, costituendo lo zoccolo dell’edificio e stabilendo un rapporto diretto con il suolo e gli spazi pubblici circostanti. Questa scelta consente di separare fisicamente e simbolicamente la vita collettiva da quella più privata dei livelli superiori.
I piani residenziali sono invece concepiti con una struttura portante in legno CLT (Cross Laminated Timber), scelta che risponde a criteri di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e flessibilità distributiva. L’utilizzo del legno permette una maggiore adattabilità degli spazi abitativi nel tempo, rispondendo a esigenze abitative in evoluzione.
Il piano terra e il primo piano ospitano biblioteche, spazi di incontro e aree di relax aperti non solo ai residenti, ma all’intero quartiere. Le ampie superfici vetrate aumentano la permeabilità visiva e funzionale tra interno ed esterno, mettendo in relazione diretta gli spazi collettivi con il parco e le piazze circostanti. L’edificio non si chiude su sé stesso, ma diventa dispositivo urbano attivo, capace di generare continuità e attraversamento.
Il progetto si conclude con un rooftop accessibile, concepito come tetto-giardino polifunzionale con vista panoramica a 360 gradi. Qui trovano spazio aree relax, giochi per bambini e un piccolo volume coperto destinato ad attività di smart working o eventi pubblici e privati. Una scelta che restituisce alla collettività la possibilità di vivere il paesaggio alpino, trasformando la copertura in un vero spazio condiviso.


Struttura, materiali, sostenibilità
La struttura combina calcestruzzo armato per i livelli inferiori e legno CLT per i piani residenziali superiori, ottimizzando prestazioni statiche e ambientali.
Gli elementi verticali di facciata sono in legno di larice, per un totale di circa 55 m³ di legno, equivalenti a circa undici alberi, previsti per essere ripiantati nel parco ai piedi dell’edificio. Una scelta che lega costruzione e paesaggio in un ciclo virtuoso.


Il progetto interpreta l’abitare come esperienza collettiva e responsabile. Un edificio che non si limita a ospitare residenze, ma costruisce relazioni, spazi pubblici e nuove centralità urbane. Architettura, sostenibilità e socialità diventano strumenti integrati per immaginare un quartiere capace di crescere nel tempo.