
Interior design per spazi direzionali
Affacciarsi sul Duomo e lavorare come se si fosse in una piazza. Non una metafora, ma un’idea precisa di spazio: aperto, condiviso, fluido. Il secondo piano degli uffici milanesi di McKinsey & Company nasce così, come una piazza privata sospesa sopra la città, pensata per l’incontro tra partner, clienti e team provenienti da tutto il mondo. Un luogo che mette in scena il lavoro contemporaneo, fatto sempre più di relazione, scambio e contaminazione.
interior
Uffici di McKinsey Milano
Cliente
McKinsey & Company
Luogo
Milano, Piazza del Duomo
Anno
2019
Tipologia
Workspace
Categoria
Interior
Stato
Completato
Progetto
Diele Kerciku Architetture
Team
Vincenzo Diele, Eljor Kerciku, Donato Labella, Raimondo Jereb, Sonia Crisarà
Superficie
1250 mq
Foto
Andrea Martiradonna

Il progetto
L’intervento riguarda il progetto di interior design del secondo piano degli uffici McKinsey, all’interno di uno storico edificio tra Piazza del Duomo e via Agnello, a Milano. L’idea guida è stata quella di costruire uno spazio che funzionasse come una piazza privata interna, capace di tenere insieme rappresentanza, lavoro informale e relazione.
Il percorso inizia dalla grande lounge affacciata sul Duomo, primo spazio di accoglienza e orientamento. Da qui lo sguardo e il movimento vengono accompagnati verso il bistrot, cuore relazionale del progetto. I due ambienti sono separati da una parete vetrata curva, schermata da lamelle in legno, che filtra viste e garantisce privacy senza interrompere la continuità visiva. È da questo centro che si diramano tutti gli altri spazi.
Le team-room si sviluppano come ambienti dedicati alla collaborazione quotidiana tra consulenti e dipendenti. Sono spazi misurati, costruiti attraverso materiali caldi e superfici morbide: legno, armadiature rivestite in tessuto, luce controllata. Qui prende forma uno degli elementi più caratterizzanti del progetto: il green buffer, una fascia continua di vegetazione naturale che separa le postazioni di lavoro dal perimetro murario dell’edificio. Un filtro fisico e percettivo che consente telefonate private, pause informali e un nuovo rapporto con l’esterno, come affacciarsi su un balcone interno sospeso sulla città.
Più raccolte, le meeting-room introducono una dimensione quasi domestica. Il grande tavolo in legno naturale, le sedute a poltrona rivestite in tessuto blu e la presenza controllata del verde costruiscono ambienti in cui la relazione tra consulente e cliente si fa più intima. Anche qui il green buffer torna come dispositivo di controllo della privacy: una parete vetrata verso l’interno e un sistema di lamelle domotiche verso il corridoio permettono di calibrare luce, visibilità e isolamento.
Procedendo, il progetto si apre alla dimensione collettiva con l’auditorium, uno spazio flessibile pensato come una scatola bianca dalle forme morbide, capace di accogliere eventi, talk e presentazioni. Tutti gli apparati tecnologici e acustici sono integrati in modo invisibile, lasciando che siano proporzioni, luce e continuità delle superfici a definire l’identità dello spazio.
Il percorso si chiude con la Digital Room, una meeting-room speciale dedicata alle attività ad alto contenuto tecnologico. Qui il soffitto si apre in una vera e propria pioggia di pixel, mentre una parete in vetro LCD diventa superficie dinamica per scrittura, proiezione e condivisione.


Materiali, colori, identità
La palette racconta un equilibrio preciso: legno chiaro, bianco, verde e blu costruiscono un ambiente naturale e luminoso, mentre una tonalità grigio-beige che vira al rosa richiama direttamente il marmo di Candoglia del Duomo. Questo colore attraversa i pavimenti in graniglia posata in opera e diventa protagonista nel bistrot, dove “esplode” su pavimenti e soffitti come segno identitario forte ma controllato. Il blu, colore del brand, torna come accento, mai come eccesso.


















Il progetto degli uffici McKinsey non cerca effetti iconici. Costruisce piuttosto un paesaggio interno fatto di relazioni, soglie, filtri e panorami urbani, dove la tecnologia è sempre presente, ma mai dominante. Uno spazio che lavora sulla qualità dell’esperienza quotidiana e sulla possibilità di sentirsi, anche in un contesto corporate internazionale, parte di un luogo preciso: Milano, il Duomo, la città.